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MULTI TECNICA
Impianto elettrico, centraline, cablaggi

Spia Riserva: Deve accendersi al momento giusto!
by Vikingo.

Le Multistrada (esclusa la versione 620) hanno un serbatoio benzina di particolare conformazione infatti, per aumentarne la capienza, è allungato nel sottosella fino a risalire sotto il sellino del passeggero.
Questa forma determina una intrinseca difficoltà nei sensori a determinare la quantità effettiva del carburante contenuto; la situazione diventa critica quando il liquido scende ai livelli della riserva.

  


Di fatto i problemi che affliggono la nostra MTS possono essere riassunti in quattro punti:

1- Il sensore del livello non arriva a misurare la parte bassa del serbatoio (che oltretutto è piuttosto consistente).
2- A causa della lunghezza del serbatoio la benzina si sposta in avanti e indietro in abbondante quantità assecondando i movimenti della moto.
3- Ma forse più importante problema è dovuto al fatto che, proprio per questi movimenti della benzina, capita che il sensore ne rilevi la mancanza proprio perché, ad esempio in accelerazione o in salita, essa si è spostata posteriormente.

Ne consegue il quarto problema, ovvero l’accensione precoce della spia della riserva che annulla l’indicazione delle barre del livello benzina sul cruscotto.
Tale accensione avviene ogni volta con livelli di benzina differenti in quanto è determinata dalla casualità con cui la benzina si sposta all’interno del serbatoio.

Nel modello 1100 la lettura del livello carburante è stata notevolmente migliorata tramite un nuovo software ed un diverso sensore livello, pertanto la modifica che propongo è inutile, mentre sul 1000 si ottiene un notevole aumento della precisione della misurazione specie per quanto riguarda la riserva.

Di fatto, una volta terminata la modifica, si otterranno i seguenti

Vantaggi:

1. Si ha sempre una idea della quantità di benzina nel serbatoio
2. La spia della riserva non si accende a metà serbatoio vanificando le letture
3. La spia della riserva si accende solo quando si ha a disposizione ancora un numero ben definito di litri di benzina

Svantaggi:

1. L’indicazione dello strumento è leggermente diversa da quella originale ma solo ai bassi livelli di benzina.

Io ho puntato principalmente sul rendere affidabile proprio la spia della riserva.
Sapere infatti che quando essa si accende equivale ad avere un certo quantitativo di carburante è una situazione che toglie ogni imbarazzo, mentre l’indicazione tramite barre della quantità di benzina può essere meno precisa e limitarsi a dare una valore di massima del livello nel serbatoio.

La modifica prevede l’aggiunta di un nuovo galleggiante che interferisce con la lettura del sensore originale.

Il sensore originale della benzina trasmette al cruscotto il livello sotto forma di segnale ohmico; esso varia da 10 Kohm a serbatoio pieno fino a 100,3 Kohm a serbatoio vuoto, a 91,8 Kohm si accende la spia della riserva.

Ora è chiaro che se impediamo che il valore della resistenza del sistema superi i 91,7 Kohm la spia della riserva non potrà accendersi mai anche se il galleggiante della sonda subisce notevoli escursioni.

     


Se si mette in parallelo una resistenza da 1070 Khom (R1) al sensore della benzina (Rs) non si supera il valore di 91,7 Kohm finali.
Si ottengono così i valori resistivi totali indicati nella colonna “Rt” secondo la legge di Ohm per le resistenze in parallelo: Rt=(Rs*R1)/(Rs+R1).

Già si può notare come i valori originali “Rs” con quelli modificati “Rt” tendano a coincidere se il serbatoio è pieno, mentre si allontanano man mano che esso si svuota.
Ma questo, ai fini pratici, importerà poco perché è proprio quando il livello della benzina scende che il sistema originale “sballa”.

Il nuovo sensore aggiunto, posto più in basso di quello originale, permette l’accensione della spia della riserva solo quando la benzina si trova sotto al suo livello.

Infatti, quando il livello è basso, si apre il contatto della nuova sonda e di conseguenza viene esclusa la resistenza “R1” e quindi viene ripristinato il circuito originale che, come sappiamo, a questo livello di benzina farebbe accendere la spia della riserva (ed infatti così accade).

La cosa più importante per ottenere questo è di impedire al nuovo sensore di oscillare ad ogni scuotimento della benzina infatti, in questo caso, si comporterebbe come quello originale vanificando tutto il lavoro.
Pertanto è necessario che il sensore sia posto in una “Camera di calma” all’interno della quale il carburante affluisca e defluisca molto lentamente.
Questa camera funge anche da “protezione” per il galleggiante da accidentali contatti coi cavetti che normalmente ci sono nel serbatoio che potrebbero bloccarlo.

Riassumendo: la spia della riserva non può accendersi fino a che il galleggiante del nuovo sensore, più stabile di quello originale, non si abbassa.
Il nuovo sensore diventa la componente più importante nella gestione del livello della benzina essendo molto più preciso dell’originale.

Nella tabella si può notare che, quando li livello è sopra la nuova sonda, nonostante Rs raggiunga il valore 100,3 il valore Rt non sale oltre il 91.7 perché il nuovo contatto resta chiuso.

Quando il livello cala ulteriormente la nuova sonda apre il contatto (prima riga in alto) e quindi la resistenza R1 viene esclusa ripristinando le condizioni originali di fabbrica, il segnale è fornito dalla sola sonda livello originale che farà accendere la spia della riserva, tutto come se il circuito aggiunto non esistesse.
Per lo stesso motivo, in caso di guasto del circuito aggiunto, si tornerebbe alle condizioni di fabbrica.

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Realizzazione pratica
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Prima di tutto voglio assicurare che il lavoro non è difficile, è sufficiente saper fare un paio di saldature a stagno (al limite chiedete ad un amico/amica).

Poiché prima di collegare qualsiasi cosa alla moto l’avremo collaudata, non rischierete di rompere niente sulla moto, basta fare le cose con calma.

È molto più pericoloso spurgare l’olio dei freni senza essere sicuri di quello che si fa!

Per prima cosa è necessario procurarsi un sensore di livello di piccole dimensioni ma di buona qualità, io ne ho acquistato uno dalla “RS Components” che vende direttamente al pubblico a Vimodrone MI in via Walter Tobagi 19 oppure su internet al sito

http://it.rsonline.com/web/search/searchBrowseAction.html?method=getProduct&R=3957044

(Codice prodotto 3957044).

Tale sensore è del tipo “reed” ovvero ha i contatti elettrici isolati in un’ampolla di vetro e comandati da un magnete che si trova nel galleggiante, in questo modo, pur essendo immerso nella benzina, è garantita la sicurezza.

Presso un negozio di articoli in plastica ho acquistato un contenitore il polietilene (PE) che servirà da camera di calma.

Cercate di prenderlo il più piccolo possibile compatibilmente con la necessità di creare una buona camera di calma e, nello stesso tempo, non impedire l’escursione del galleggiante.
Questo perché così non avrete difficoltà per trovare un alloggiamento nel serbatoio, che nella zona del gruppo pompa è piuttosto angusto.

  


Acquistate le resistenze (è necessario metterne un paio in serie) è indispensabile controllare che il valore ottenuto sia vicino a quello previsto per impedire l’accensione della spia della riserva (poi spigherò come procedere).

Attenzione: ricordo che a causa delle bassissime resistenze in gioco è indispensabile non toccare i contatti durante le rilevazioni, in quanto la resistenza del nostro corpo interferisce notevolmente sulla misurazione!

  


Vi consiglio di prenderne almeno 3 da 1 Mohm e almeno due per ogni valore che, sommato al megaohm, vi dia il valore della resistenza che vi serve.
Questo perché ogni resistenza ha una tolleranza che vi permetterà, con un oculato accoppiamento, di ottenere il valore più vicino a quello ricercato (tanto tutte assieme costano meno del consumo delle suole per andare al negozio!).
Fatevi dare anche un pezzetto di guaina termorestingente per proteggere le resistenze.

Per fare le prove servono anche un paio di metri di cavetto telefonico, quello col filo conduttore rigido; vi facilita di molto il lavoro perché, una volta spellato, può essere infilato nei contatti sottosella a mo’ di spinotto.

I perfezionisti potranno acquistare (o farsi regalare) da un elettrauto una calotta maschio/femmina per contatti “Faston”
Ma dovete portarvi dietro la sonda livello originale per fargli vedere la forma dello spinotto completo.

Comunque è del tipo riportato in foto.

  


Un po’ di fibra di vetro con la relativa resina (per ora basta la resina).

Tenete a disposizione una scatola di guanti in gomma (toccare benzine e resine non è salutare!).

Oltre alle solite chiavi a brugola, torx e inglesi è vivamente consigliata la dinamometrica almeno per serrare il gruppo pompa e il sensore.

Serve un saldatore a stagno (se non lo avete compratelo con potenza attorno ai 25-30 W)

Un multimetro (quello giallo che vedete in foto l’ho preso a 15 euro alla GBC e funziona benissimo)

Prima di tutto svuotiamo il serbatoio e togliamo il coperchio di protezione al gruppo pompa (seguite le istruzioni di Miky750 nella categoria “Carrozzeria e design”.
(E’ possibile toglierlo da sotto la sella, anche a serbatoio fissato).

Siccome sappiamo che la sonda non raggiunge il fondo del serbatoio non è necessario per ora smontarlo dalla moto, lo si può svuotare con una cannetta di gomma infilata nel tappo (io ho anche sollevato l’anteriore della moto per spingere la benzina rimasta nella parte posteriore del serbatoio ma ho visto che non era necessario).

Una volta scelte le resistenze e messe in serie le colleghiamo provvisoriamente con due cavetti (quelli rigidi del telefono) in parallelo alla presa che esce dal gruppo pompa in corrispondenza dei fili sottili.

  


In parallelo si intende che la spina deve essere ricollegata (richiusa) lasciandone fuoriuscire i cavetti telefonici (vedi qui sotto).

  


Accendiamo il quadro e controlliamo che la spia della riserva rimanga spenta e che vi siano indicate solo 2 tacche sul cruscotto.

  


Se così è, siamo già a meta dell’opera e di lavori elettrici diretti sulla moto non ce ne sono più.

Ora procediamo nella costruzione del sensore.

     


Foriamo superiormente e inferiormente il barattolo (il foro inferiore, meglio se uno solo, deve essere molto più piccolo) in modo che possa svuotarsi, della benzina introdotta per prova, in almeno un minuto (ricordatevi della camera di calma).

  


Fissiamo la sonda al contro tappo

  


Tagliamo con attenzione il cavo della sonda (meglio lasciarlo un po’ più lungo ed eventualmente accorciarlo in seguito) e colleghiamo subito all’interno del contro tappo le due resistenze, proteggiamone almeno una con la guaina termorestingente e colleghiamo i cavi che usciranno dal sistema.

Foriamo lateralmente sulla circonferenza (restando bassi sulla filettatura) per far fuoriuscire i fili elettrici.
Evitate di forare il tappo, potreste avere difficoltà a piazzare la sonda nel serbatoio.

È necessario fissare uno o due piccoli bulloni al coperchio, serviranno per fissare il sistema nel serbatoio.

Riempiamo in parte il sottotappo di resina per fibra di vetro per un primo fissaggio dei componenti.
A causa del passaggio dei cavi della sonda il bordo del tappo andrà tagliato un poco.
Quando siamo sicuri che tutto va bene, riempiamo definitivamente di resina e premiamo con calma il tappo (non si potrà più avvitare) così da sigillare il tutto.

     


Controlliamo il sistema con il multimetro e, se tutto va bene, finalmente il gruppo galleggiante è terminato (ricordate che le resistenze alzano di molto gli Ohm, quindi occhio a non toccare i contatti con le mani).

     


Dopo aver atteso il consolidamento della resina possiamo attaccare il barattolo al gruppo pompa con una piastrina metallica.
Effettuando un nuovo foro sull’aletta di supporto del filtro si può fissare il tutto più saldamente.
L’altezza sul gruppo determina chiaramente la quantità di benzina a disposizione per la riserva, comunque la posizione indicata in foto è l’unica possibile perché altrimenti diventerebbe impossibile far passare tutto il complesso assemblato attraverso il foro del serbatoio.
Da notare che il barattolo è un po’ inclinato perché la pompa, a sua volta, lo è nel serbatoio.

  


Saldiamo i fili in parallelo nella presa originale o meglio, se abbiamo un connettore maschio ed uno femmina compatibili (quelli dell’elettrauto) possiamo interporre il circuito senza modificare quello originale in alcun modo.

Già così il sistema funziona bene ma, a causa delle sue dimensioni, la sistemazione del barattolo rimane un po’ forzata pertanto ho avuto paura di sollecitare troppo in supporto della pompa che è di plastica (Quindi se il sistema da voi costruito sarà più piccolo del mio, potete tranquillamente lasciarlo così).

Aggiungo solo che la spesa più importante è quella del sensore (40,40 €), i barattoli costano meno di 1 € l’uno, mentre le squadrette metalliche e la fibra di vetro le avevo già in casa…





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Fissiamo la sonda nel serbatoio (non sul gruppo pompa)
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Dunque dicevo che ho notato una certa difficoltà ad inserire il complesso all’interno del serbatoio a causa dell’esiguità dello spazio.
Mi è venuto il sospetto che la staffa di supporto del sensore potesse sollecitare meccanicamente l’aletta di supporto del filtro sul gruppo pompa fino a spezzarla.

Questo però a voi potrebbe non capitare (dipende dalle dimensioni della sonda) e quindi potreste non avere necessità di fare questo ulteriore lavoro.

Ho deciso allora di fissare in sensore direttamente nel serbatoio in posizione diversa e indipendente ma comunque non troppo vicina alla pompa elettrica per evitare possibili interferenze magnetiche.
Ho modificato leggermente il barattolo assemblandolo con un altro più stretto e dalla plastica più robusta, per incollare i due pezzi ho usato colla epossidica bi-componente.
Ricordatevi di ricreare la “camera di calma”!

  


Ho fissato il tappo imbullonadolo ad una squadretta ad “L” tagliata secondo necessità, sagomata e fissata all’interno del serbatoio con della fibra di vetro.
Di fatto ho fissato due supporti, a due livelli differenti, già completi del tappo in plastica (uno per staffa), sul quale avvitare il barattolo contenente il sensore.
In questo modo ho predisposto due differenti possibilità di scelta per la quantità di benzina a disposizione per la riserva.

Quella che a me ha più soddisfatto è stata la posizione vicina al filtro.
Se guardassimo da sotto a sopra il serbatoio fissato alla moto, la posizione migliore è in avanti e a destra del gruppo pompa.
Di fatto subito a destra della posizione in cui la sonda si trovava quando era fissata al gruppo pompa.

Per fissare le squadrette metalliche all’interno del serbatoio, come ho detto, ho usato della fibra di vetro.
Non complicatevi la vita usando pennelli e via dicendo, ma procedete così:

Prima di tutto riparate l’apertura del serbatoio con del nastro adesivo per carrozzieri (se si sporca con la resina è possibile che la guarnizione del gruppo pompa tenga male.

  


Una volta tagliata la squadretta metallica sagomatela secondo le esigenze in modo da posizionare il tappo più orizzontale possibile.

Mettetevi i guanti in lattice (ce ne vorranno alcuni).

Tagliate la fibra di vetro in fazzoletti di circa 8x8 cm.
In un piatto di carta versate un po’ di resina con (poco) catalizzatore.
Quindi immergete un fazzoletto di fibra nella resina e posizionatelo dove andrà la squadretta, appoggiatevela sopra e, uno per volta, posizionate su di essa altri fazzoletti impregnati (4 o 5).
Non tormentate stoppo la fibra di vetro che tende a disfarsi.

Se non siete sicuri provate a fare un lavoro su un pezzo di plastica, formica o anche un foglio di compensato.

  


Terminato il lavoro ed induritasi la resina potete avvitare la vostra sonda sul supporto creato.

  


Collegate gli spinotti e chiudete il tutto.

  


E con questo finalmente il lavoro è terminato.

Adesso avete la certezza che la spia della riserva si accende stabilmente solo quando nel serbatoio vi restano circa 3,5 litri di carburante che vi permettono di percorrere una sessantina di chilometri.

Avete visto che la maggior parte del lavoro si svolge staccati dalla moto quindi, se non vi riesce proprio, ci rimettete una 50ina di euro ma non fate alcun danno.

Se non riuscite a fare bene il lavoro della fibra di vetro nel serbatoio, togliete quanto potete ma lasciate dentro quello che non riuscite più a togliere tanto non crea problemi!