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MULTI SCUDERIA

La Biuta di cian.r
by Multistrangola

La storia ha inizio nel 2003 quando al salone di Milano vedo questa Multi…
  


…e mi dico: “ questa è la moto ideale per andare a trovare la nonna che abita sui colli piacentini!”.
Poi trovo il Multiforum, lo seguo per un po’ e mi convinco all’acquisto.
Ritiro la moto già con l’idea di metterci mano, spinto da mio fratello che dopo avere lavorato sul suo vecchio GS…
  


…si sente ormai un esperto tuner, praticamente il Paul Teutul denoantri.

Metto subito le cose in chiaro!
- “Poche modifiche però eh! Che se mi fermano voglio essere tranquillo!”
L’idea è quella di accessoriarla bene senza stravolgerla, praticamente una S fatta in casa (all’epoca la S non era ancora in vendita).

Così dopo poche foto ricordo della grigiona…
     


….un veloce e scrupoloso rodaggio, con le idee ancora un po’ confuse, iniziamo a smontarla.
Per prima cosa realizziamo un comodo cavalletto che ci permetterà di smontare tutta la moto attorno al motore
     


Ok adesso dobbiamo pensare a cosa fare.

….

….

- “…quel pezzo di telaio li…lo dobbiamo segare!”
- “No! Un attimo… non si era detto leggere modifiche… voglio essere tranquillo ecc. ecc…??!!”
- “si però… insomma… quel pezzo li è di troppo”

e in men che non si dica, dopo aver realizzato una mega-dima, che non sappiamo bene anche noi cosa l’abbiamo fatta a fare e soprattutto a cosa possa servire (ma non si sa mai), iniziamo a tagliare il telaio….
        
  


La situazione precipita ulteriormente quando alla fiera di Padova vediamo questo scarico…
  


…e poi parliamo con Andrea della ZARD…

Si possono fare parecchie cose e ormai l’idea originaria delle poche modifiche rigorosamente a “codice” è andata bellamente a farsi fottere.

Per prima cosa decidiamo di costruirci un telaietto di alluminio servendoci di sofisticati strumenti di misura per rispettare le quote telaistiche che ci eravamo imposti
     


Realizziamo pezzettini e pezzettoni utilizzando trapano a colonna, fresa e soprattutto un incredibile tornio a controllo numerico di ultimissima generazione.
        
        


Fatto il telaietto decidiamo di far sabbiare il motore (lo so è una cagata… ma fa molto racing).
A questo punto Gabriele della BRS di Pavia, superata la perplessità iniziale (sapeva che volevamo mettere mano alla multi, ma quando ci vede entrare in officina con in mano solo il motore in quelle condizioni… ) con la solita competenza e disponibilità, ci monta una frizione antisaltellamento, il volano alleggerito e controlla che non abbiamo fatto troppi danni.
La cura al motore si limita a questo.
        


Cominciamo a rimontare e… cannibalizziamo la RSV di mio fratello.

- “OK ti ho ascoltato, abbiamo tagliato il telaio… adesso però dai retta a me, ci mettiamo il didietro della RSV”
        


… e intanto iniziamo a fantasticare in merito allo scarico…
     


Approvato il codino ci mettiamo all’opera con il classico metodo fai da tè (ed il kit della Pro Chima): Modello-stampo-vetroresina/carbonio.
        
        
  


Qui mio fratello, con un prodigio della scienza e della tecnica (e santissima pazienza), riesce anche a riutilizzare e adattare la serratura originale, ricavando un ampio e comodo vano sotto il codino dove può trovare spazio addirittura una banconota da 10 euro (opportunamente ripiegata) indispensabile per es. per fare benza al self-service.
(quella da 20 non so se ci stà, devo provare…)
     


Passiamo poi al serbatoio, decidiamo di chiudere la parte posteriore e di annegare davanti due belle frecce a led prese in prestito da una Volkswagen Touran.
        
  


Nel frattempo i ragazzi della Zard si sono messi all’opera…
        
  


Iniziamo a riassemblare il tutto adattando tramite apposite staffe saldate al telaio delle pedane regolabili after-market per la Buell…
     


…e un radiatore dell’olio Mocal (molto utilizzato nel campo delle auto da corsa)
        
  


Per il reparto sospensioni utilizziamo il mono Ohlins che avevo montato sul vecchio CBR accorciando leggermente il piedino e facendolo revisionare e regolare (sostituzione della molla compresa) dalla K-Service. Decidiamo di accorciare anche il tubo della regolazione del precarico per poterlo montare, tramite un apposito bracciale, vicino al serbatoio.
  


All’anteriore adottiamo una forcella Ohlins e una piastra di sterzo della Style and Performance con cerchi Marchesini. Tutto l’anteriore è specifico per Honda VTR SP2 (la misura della forcella era quella che secondo noi si adattava meglio a questa applicazione).
  


Per l’impianto frenante abbiamo “ripiegato” su Beringer dopo aver dovuto rinunciare per motivi di forza maggiore ad un bel impianto PFM a pista bassa che ci piaceva molto.
  


Beringer anche per pompa freno e frizione (secondo me molto belle).
     


Dovendo ancora mettere l’olio decidiamo di cambiare anche il filtro mettendone uno in ergal.
  


Per quanto riguarda il manubrio utilizziamo due semi manubri presi indovinate un po’… sempre della RSV di mio fratello… montati al contrario su supporti realizzati apposta, chiusi con due bei tappi dell’olio della yamaha R1 che permettono di andare a regolare la forcella. In effetti la soluzione è un po’ strana ma consente di avere una buona visibilità sulla strumentazione che è stata riposizionata.
  


Faro anteriore della MT-03 (dopo aver scartato alcune alternative). Anche qui ci dobbiamo inventare i supporti…
     


…e gruppo posteriore autocostruito e ispirato a quello della RSV (…solo ispirato, mica potevo ciulargli anche quello!)
        
  


Anche per le frecce posteriori abbiamo tribolato. In pratica abbiamo inserito un led, opportunamente fresato, nella parte terminale del telaietto facendo passare i cavi elettrici all’interno dello stesso
     


Dopo averci pensato e ripensato decidiamo di non spostare la batteria, un po’ perché l’idea di avere la batteria in vista non ci dispiace e un po’ perché da un po’ di simmetria rispetto al radiatore dell’olio montato dall’altra parte (…e un po’ perché a questo punto siamo stremati e non sai quanto lavoro ci risparmia!…). Vedremo in futuro se sostituirla con una più piccola o se spostarla.
  


Nel frattempo maturiamo una scelta molto coraggiosa riguardo la colorazione e per la gioia di Multistrangola decidiamo di farla bianco-azzurra
     


OK è ora di rismontare nuovamente tutto.


Anche la tinteggiatura viene fatta in casa, in ambiente perfettamente asettico, ottenendo un bel effetto ruvido… accentuato in alcuni punti dalle zampette di una simpatica mosca (bastarda! Effettivamente l’ambiente non era proprio asettico).
Il telaio lo facciamo nero, opaco anche quello (vuoi mettere cosa abbiamo risparmiato in trasparente…)
     


A questo punto è arrivato il momento di iniziare l’assemblaggio definitivo stando attenti a stringere tutti i bulloni alla giusta coppia di serraggio, grasso dove serve e frenafiletti al posto giusto (sperem).
  


Al posto della trasmissione originale montiamo catena-corona e pignone passo 520 con mozzetto porta corona in ergal
  


Ok, abbiamo quasi finito. Bè ci abbiamo messo giusto quei 24/25 mesetti… neanche male!


Comunque è una bella emozione quando giunge il momento di girare la chiave nel quadro…
  


…e mettere in moto. Era tardi, probabilmente avremo svegliato le bimbe che dormivano di sopra e preso qualche vaffa dai vicini ma ne è valsa la pena! Dopo due anni la “Biuta” era tornata a rombare!
        
     


Resta da fare ancora parecchio lavoro. Per es:
     


(il cupolino che si vede in foto è il parafango posteriore dell’RSV)

…e sistemare alcuni inconvenienti generati dall’ufficio progettazione. Una volta finita la moto ci siamo accorti di non poter più montare il cavalletto laterale. Il rinvio della leva del cambio è da modificare perché rende gli innesti troppo duri ecc…ecc…



…ed ho tralasciato di descrivere tanti altri particolari ma penso di essere già stato abbastanza noioso e me ne scuso!

Non voglio però dimenticare di ringraziare Paolo che ha saldato, spruzzato e collegato fili elettrici (tutti rigorosamente a caso… ma, col culo che ha, tutti inesorabilmente al posto giusto).
E il mitico Marietto che ad 83 anni suonati usa il tornio con ineguagliabile maestria e che ha firmato tantissime delle special-parts montate sulla moto.
  


E tutti i multifriends che mi hanno supportato/sopportato in questi tre anni!