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Appennino toscano - Bolognese
by leofalco

Viaggio d'autunno
Dopo una settimana di dura astinenza motociclistica e per di più assai logorante sotto l’aspetto lavorativo, stamattina sono partito con intenzioni serie: consulto la mecca del mototurista nonché il sito dell’amico Gabriele e decido di partire, anche se con le idee ancor più confuse di prima, ma poco importa…!
Inizialmente mi metto sull’A11 con l’idea di arrivare a Firenze per affrontare Il Passo della Consuma, giusto per non farmi più beffeggiare dal Pedro, ma arrivato a Pistoia già non soffro più l’asettico rettilineo che mi si presenta, cosicché a Prato ovest non facendocela più esco. Da lì l’alternativa è una sola: la 325 per Vaiano e Vernio, magari fino a Bologna. E cosi sia. La strada inizialmente trascorre tranquilla a lato del fiume Bisenzio finchè, dopo Sasseta l’asfalto si divincola in una danza tribale tra i cigli di roccia, il cuore twin del mio pursangue italiano si diverte come un matto,e io non posso che assecondarlo!

Mi diverto così tanto che a Castiglione dei Pepoli decido di prendere la deviazione per Roncobilaccio che mi porterà sulla Futa e da lì sulla Raticosa. La guida cambia, la strada si distende in curve dal raggio ampio e costante, godibilissime, il ballo primitivo si tramuta in un’elegante ma grintoso tango, che traspira armonia e fascino e con esso anche la guida.

Sul passo anche oggi, nonostante la temperatura non proprio estiva, trovo un manipolo di centauri, cosicché mi unisco a loro per un caffè prima di ripartire alla volta del Giogo, passando da Pagliata, tragitto che si divincola in un paesaggio emozionante e fiabesco, tra praterie verdissime e improvvisi passaggi sotto gallerie di fronde adesso colorate dalla più bella stagione dell’anno.

Scendendo in scioltezza il passo intravedo il circuito del Mugello, oggi privo di vita, cosicché decido di non fermarmi come al solito e mi dirigo senza deviazioni verso Firenze, la quale mi costringerà a imboccare di nuovo l’autostrada per velocizzare i tempi di rientro che si stanno stringendo.
La giornata è trascorsa senza neanche pensarci, le piccole tensioni quotidiane accumulate in sei giorni si sono sciolte tra i caldi colori autunnali, che per tutto il viaggio hanno fatto da suggestivo scenario alle mie personali emozioni, l’animo si è rifocillato di bellezza e lo spirito si è appagato tra i meandri dei sentirei montani.

Anche oggi ho ritrovato mille motivi per continuare a sbattezzarmi tra le insidie d'ogni giorno, non mi resta che tornare a casa dai miei affetti più importanti, per condividere con loro la mia rinata pace interiore, il mio essere più vero.